Inclusione scolastica, CoorDown scrive al MIUR

Pubblichiamo qui di seguito il testo della lettera che CoorDown ha spedito, il 30 ottobre, al Ministero dell’Istruzione, Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione.

 

Con riferimento al contenuto della convocazione della Consulta delle Associazioni svoltosi lunedì 22 ottobre 2018, alla presenza del Capo di Gabinetto, Cons. Giuseppe Chinè, relativamente all’ordine del giorno, si esprime particolare apprezzamento nei confronti di questo Ministro e dei suoi funzionari (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per la decisione di attuare percorsi di specializzazione per 40.000 insegnanti di sostegno e la rapidità con la quale è stata avviata la programmazione degli interventi formativi (vista la situazione di emergenza nelle scuole italiane).

 

In tale riunione inoltre è stata ribadita la disponibilità degli Vs. Uffici ad accogliere proposte e/o suggerimenti volti alla realizzazione e al miglioramento dell’inclusione scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado. Come CoorDown, proviamo a fornire il nostro contributo al fine di favorire una proficua collaborazione.

 

In tal senso si richiamano i punti che seguiranno ritenuti per la scrivente Associazione elementi sensibili ed essenziali per attuare l’inclusione scolastica degli alunni e studenti:

 

Formazione di tutti i docenti curriculari

La continuità educativa e didattica non è rappresentata solo dall’insegnante di sostegno ma da tutti gli insegnanti della classe anche quelli curriculari, tutti adeguatamente aggiornati e formati sulle innovazioni tecnologiche e nuove metodologie didattiche.

 

Continuità didattica

Premesso che riteniamo la continuità didattica di fondamentale importanza in tutti gli ordini di scuola e per tutti gli studenti e alunni a maggior ragione per gli studenti e alunni con difficolta di apprendimento, preme osservare che la continuità didattica non è prerogativa esclusiva della figura dell’insegnate di sostegno e deve intendersi riferibile a tutti i soggetti che interagiscono con l’allievo disabile.

Destinatari di questa azione dovranno essere, oltre a tutti i docenti della classe, anche i compagni di classe i quali rivestono un ruolo rilevante per l’alunno in difficoltà, il personale ATA, che, come previsto dal decreto n. 66/2017, avranno un profilo professionale uniformato a livello nazionale e specifici percorsi formativi per gli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione. Spetta inoltre alla famiglia richiedere, sulla base dell’esperienza scolastica maturata, formalizzare in tal senso la richiesta di continuità didattica.

 

Valutazione differenziata nella scuola secondaria di secondo grado

Nella valutazione degli studenti con disabilità che seguono percorsi semplificati o per obiettivi minimi, si ritiene di fondamentale importanza, ai fini del conseguimento del titolo di studio, che gli obiettivi minimi debbano essere riferibili alla concreta situazione del singolo studente o studentessa adeguati al proprio percorso individualizzato partendo dagli obiettivi minimi del contesto classe. A miglior chiarimento del punto in argomento per quello che concerne specificamente la disabilità intellettiva e, in particolare, alla possibilità di accedere all’esame di stato finale e, conseguentemente, al diploma di scuola superiore è necessario predisporre il PEI (Piano Educativo Individualizzato) contenente una programmazione didattica che deve necessariamente essere definita sulla base degli obiettivi che concretamente possono essere raggiunti dal singolo studente/studentessa disabile e volta al conseguimento del diploma di Stato al pari degli altri studenti.

 

Ruolo della famiglia nell’inclusione

Ritenuta di importanza fondamentale la partecipazione della famiglia che in una comunità scolastica veramente inclusiva, non potrà che essere attiva, serena e proficua.

 

Antonella Falugiani

Presidente CoorDown Onlus

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