Rapporto ISTAT sull’inclusione scolastica: “anno nuovo, ma problemi vecchi”

Nei giorni scorsi l’ISTAT ha pubblicato il rapporto sull’inclusione scolastica, per l’anno scolastico 2017-2018.
I dati riportano che in tutto il nostro sistema di istruzione e formazione, dalle scuole dell’infanzia alle secondarie di secondo grado, su 56.690 scuole, nell’anno 2017-2018 gli alunni con disabilità e con sostegno negli istituti italiani erano 272.167, vale a dire il 3,1% del totale degli iscritti. Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado erano poco più di 165.000 e i maschi più del doppio delle femmine. L’incremento degli alunni con sostegno si osservava per ogni tipologia di difficoltà. Infine, le problematiche più frequenti risultavano essere quelle di tipo cognitivo (46%), seguite dai disturbi dello sviluppo (25%) e da quelli del linguaggio (20%).

 

Un documento importante per fotografare il processo di inclusione scolastica e i ritardi da colmare. Sulle pagine di Superando.it un’attenta analisi del Rapporto mette in luce molti aspetti problematici, tanto da sottolineare che siamo di fronte a “anno nuovo, ma problemi vecchi”. Tanti gli aspetti messi in luce: persistenza di barriere architettoniche e senso-percettive, una rivoluzione informatica che ben poco “si sposa” con la disabilità, inadeguata e scarsa preparazione degli insegnanti di sostegno, continuità didattica ben lungi dall’essere garantita.

 

In particolare,  CoorDown, come scritto dalla Presidente Antonella Falugiani lo scorso 30 ottobre al Ministero dell’Istruzione, Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione, ribadisce quanto sia importante e troppo dimenticata la formazione di tutti i docenti curriculari per gli alunni con disabilità. Infatti, la continuità educativa e didattica non è rappresentata solo dall’insegnante di sostegno ma da tutti gli insegnanti della classe anche quelli curriculari, tutti adeguatamente aggiornati e formati sulle innovazioni tecnologiche e nuove metodologie didattiche.

 

La continuità didattica non è prerogativa esclusiva della figura dell’insegnate di sostegno e deve intendersi riferibile a tutti i soggetti che interagiscono con l’allievo disabile. Destinatari di questa azione dovranno essere, oltre a tutti i docenti della classe, anche i compagni di classe i quali rivestono un ruolo rilevante per l’alunno in difficoltà, il personale ATA, che, come previsto dal decreto n. 66/2017, avranno un profilo professionale uniformato a livello nazionale e specifici percorsi formativi per gli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione.

 

Per leggere l’articolo completo: superando.it

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