EVENTI WDSD 2013

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Cittadinanza negata

Cittadinanza negata, bisogna valutare caso per caso, ma la soluzione è possibile alla luce delle nuove normative.

Sui casi di cittadinanza negata a persone con sindrome di Down, nate in Italia da famiglie straniere, abbiamo interpellato un Giudice Tutelare ponendogli i nostri dubbi e perplessità rispetto al concetto di incapacità di intendere e volere e degli strumenti giuridici in vigore che limitano, rispetto al passato, l'uso dell'istituto dell'interdizione.

Su questo argomento risulta interessante anche una attenta lettura della sentenza "Englaro" sulle competenze, la rappresentanza e l'esercizio dei diritti anche di persone in stato di infermità permanente che comporti un'incapacità di provvedere ai propri interessi o dichiarare le proprie volontà.

La motivazione
A seguito dell'interdizione, l'incapace non può compiere alcun atto giuridico, né di ordinaria né di straordinaria amministrazione ed il Giudice tutelare nomina un soggetto che provvede a rappresentare, e quindi sostituire, l'interdetto nella cura dei suoi interessi: il tutore.

Il diritto alla cittadinanza rientra, infatti, tra i diritti personalissimi della persona, per cui l’intenzione di acquisirla o rinunciarci può essere espressa soltanto dal diretto interessato e nessuno per lui, nemmeno un procuratore legale, potrà prestare giuramento a suo nome o dichiarare tale volontà per conto del richiedente.

La novità

In seguito dell'’entrata in vigore della legge n.6 del 9 Gennaio 2004, la disciplina degli istituti relativi alla protezione dei soggetti inidonei alla cura dei propri interessi ha subito importanti modifiche; in particolare, si rileva l’inserimento nel corpo del Codice Civile della nuova misura dell’ amministrazione di sostegno.

Si tratta di un istituto giuridico entrato per la prima volta nell’ordinamento italiano con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004. Lo scopo è quello di affiancare persone la cui capacità di agire risulti limitata o del tutto compromessa.

Citando proprio l’art 1 della Legge 6/2004 si può dire che si tratta di un nuovo istituto di protezione avente la funzione di “ tutelare ... le persone prive in tutto o in parte di autonomia, con la minore limitazione possibile della capacità di agire“.

A chi è rivolta la nuova legge istitutiva dell’Ammistratore di Sostegno

A tutte le persone che per effetto di una menomazione sia fisica che psichica si trovano nell’impossibilità di provvedere, anche in via temporanea, ai propri interessi.

Finalità della legge

Tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente attraverso l’impiego di amministratori di sostegno anche volontari.

Effetti dell'amministrazione di sostegno

Art. 409. Il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno.

Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana.

La convenzione ONU

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita, ratificata dall'Italia con Legge 3 marzo 2009, n. 18, prevede all'articolo 18 norme specifiche per il godimento del diritto di cittadinanza da parte delle persone con disabilità:

Articolo 18

Libertà di movimento e cittadinanza

1. Gli Stati Parti riconoscono alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, il diritto alla libertà di movimento, alla libertà di scelta della propria residenza e il diritto alla cittadinanza, anche assicurando che le persone con disabilità:

  1. (a)  abbiano il diritto di acquisire e cambiare la cittadinanza e non siano private della cittadinanza arbitrariamente o a causa della loro disabilità;

  2. (b)  non siano private a causa della disabilità, della capacità di ottenere, detenere ed utilizzare la documentazione attinente alla loro cittadinanza o altra documentazione di identificazione, o di utilizzare le procedure pertinenti, quali le procedure di immigrazione, che si rendano necessarie per facilitare l’esercizio del diritto alla libertà di movimento;

  3. (c)  siano libere di lasciare qualunque paese, incluso il proprio;

  4. (d)  non siano private, arbitrariamente o a motivo della loro disabilità, del diritto di entrare nel proprio paese.

2. I minori con disabilità devono essere registrati immediatamente dopo la nascita e hanno diritto sin dalla nascita a un nome, al diritto di acquisire una cittadinanza, e, per quanto possibile, al diritto di conoscere i propri genitori e di essere da questi allevati.

La stessa convenzione ONU stabilisce altresì che in caso di norme "imperative", adottate precedentemente alla ratifica della convenzione che impediscano il pieno godimento dei diritti delle persone con disabilità, gli stati parti devono adottare orientamenti secondo il principio dell'accomodamento ragionevole salvo i casi di discriminazione fondata sulla disabilità:

per “accomodamento ragionevole” si intendono le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali;

per “discriminazione fondata sulla disabilità” si intende qualsivoglia distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo. Essa include ogni forma di discriminazione, compreso il rifiuto di un accomodamento ragionevole;

La Convenzione Onu

Legge 9 gennaio 2004, n. 6

Leggi la normativa sull'interdizione

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Premio San Bernardino

Integration Day: la campagna del CoorDown è stata selezionata per la finale del premio San Bernardino.

La campagna di comunicazione “Integration Day” promossa da CoorDown in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, è tra i finalisti del Premio San Bernardino che si terrà a Roma il 3 dicembre p.v. presso l’università LUISS Guido Carli.

Il Premio San Bernardino - realizzato con il contributo organizzativo di MAB.q, agenzia di comunicazione da sempre vicina al mondo cattolico e ai temi della responsabilità sociale - nasce nel 2004, per un’intuizione di Mons. Giovanni Santucci attuale vescovo di Massa Carrara, con l'obiettivo di generare una riflessione nel pubblico e negli addetti ai lavori sul tema della pubblicità socialmente responsabile. Un evento unico nel suo genere in grado di stimolare confronti costruttivi, avvicinandosi al contempo per spirito e linguaggio alle giovani generazioni. Del premio sono state insignite in passato importanti aziende del nostro Paese come Enel, Renault, Eni, etc.

Vi segnaliamo di seguito il sito del Premio