Nuovo Vademecum Scuola

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MATERIALI GNPD 2012

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Comunicato stampa GNPD 2012

 

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Salvadanaio

 

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RAINEWS

Piccoli, grandi passi di civiltà

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Sentenza TAR Lombardia

Il TAR della Lombardia ribadisce che tocca alla Provincia fornire all’alunno con disabilità l’assistenza educativa.

Ci pensa il TAR della Lombardia, con sentenza n. 1994/12 Reg. prov.coll. N.03418/2011 del 13 luglio 2012, a definire infondata l’interpretazione della Provincia, nel caso specifico la Provincia di Milano, sulla responsabilità di pagare il servizio di assistenza educativa per gli studenti con disabilità nelle scuole superiori previsto dall’art. 13, comma 3, della Legge 104/1992.

Non è la prima volta che il TAR della Lombardia emette sentenze che dimostrano, attraverso l’analisi della normativa nazionale, come tutti i servizi di supporto organizzativo al servizio di istruzione nella scuola superiore, non solo i trasporti o la fornitura di attrezzature e di arredi, ma anche il servizio di assistenza educativa, debbono gravare sulla Provincia.

Sentenza TAR Lombardia

Spending Review – il senato approva

Spending review: ok del Senato e alla Camera entro venerdi'. il volontariato è stato ascoltato.

Ha ottenuto il via libera del Senato il maxiemendamento che conteneva le richieste di modifica sollevate dal mondo del volontariato e del terzo settore. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera, dove e' previsto un rapido esame prima dell'ok definitivo atteso entro venerdi'.

Pubblichiamo di seguito il testo approvato dalla camera contenete le modifiche che erano state fortemente richieste dalla pricipali organizzazioni di rappresentanza nazionale del volontariato e del terzo settore (CONVOL- CSVNET e FORUM TERZO SETTORE).

La pressione esercitata dalle associazioni a livello locale sui parlamentari e l'impegno della sottosegretario Maria Cecilia Guerra, a nome del governo, a fare proprie le richieste  sono state il prologo all'introduzione di modifiche che salvano tutto il settore del no-profit e del volontariato dal rischio di chiusura.

queste le modifiche introdotte:

Lettera aperta ai parlamentari italiani

Lettera aperta ai parlamentari italiani.

Egregio Onorevole / Illustre Senatore

in questi giorni sarà all’esame del parlamento il decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, meglio noto come “spending review”.

La nostra associazione non ha in alcun modo la pretesa di entrare su aspetti di politica macroeconomica che non ci competono, ma su due punti specifici ci permettiamo di sollecitare la Sua attenzione.

Come tutto il volontariato socio-sanitario del nostro paese, anche le associazioni nostre aderenti sperimentano quotidianamente il dramma di persone con disabilità e delle loro famiglie che – non trovando più un sostegno adeguato dalle istituzioni pubbliche - si rivolgono a loro per avere risposte ai loro bisogni.

Tutti insieme facciamo il possibile per aiutare queste situazioni, in maniera spontanea ma anche sperimentando soluzioni innovative, nell’ottica del contenimento dei costi degli enti pubblici, per sviluppare il massimo delle loro potenzialità e autonomie possibili.

Il primo appello che Le rivolgiamo è quindi questo: NON SMANTELLATE LO STATO SOCIALE, non fate venir meno per una giusta ragione di revisione della spesa pubblica le risorse minime per consentire ai Comuni ed agli Enti Locali di tutelare le fasce più deboli della popolazione.

Ma c’è un altro aspetto della bozza di provvedimento che ci preoccupa, laddove colpisce gravemente il volontariato ed il terzo settore.

L’art. 4 del decreto, ai commi 6, 7 ed 8, impedisce qualsiasi forma di contributo o convenzione verso quei soggetti – come la maggior parte delle nostre associazioni- che più di tutti sono in grado di star vicini alle persone con disabilità anche laddove i servizi pubblici non riescono più a dare risposte.

E l’art. 12 cancella l’Osservatorio Nazionale per il Volontariato e quello della Promozione Sociale, due istituti senza oneri a carico della spesa pubblica ma fondamentali per il dialogo con la società civile.

Obbligare le Pubbliche Amministrazioni a “procedure concorrenziali” significa, di fatto, azzerare qualsiasi possibilità di sostegno pubblico all’azione del volontariato.

LA SOLIDARIETA’ NON SI DA’ IN APPALTO!

Egregio Onorevole / Illustre Senatore, le chiediamo di impedire che una norma certamente necessaria come questa contenga anche provvedimenti così assurdamente contrari alla prospettiva stessa del provvedimento, che in tempi di crisi vuole assicurarsi che i soldi pubblici siano impiegati bene. E nelle nostre associazioni ogni euro viene speso in solidarietà reale.

Le chiediamo quindi di sostenere gli emendamenti che riportimo sotto – condivisi con il Forum del Terzo Settore – per ridare equilibrio a questa manovra.

Ci appelliamo a Lei sapendo che ha sempre sostenuto il valore del volontariato organizzato.

Questo è il momento di farsi sentire. Altrimenti, cancelli il volontariato dal suo vocabolario politico: sarebbe meschino ed ipocrita esaltarne i meriti a parole mentre nei fatti si lascia passare una norma che impedisce qualsiasi sostegno pubblico.

Non è un interesse corporativo che ci muove ma la consapevolezza di rappresentare nel nostro territorio forse l’ultima rete di protezione sociale per tanta gente in difficoltà. Non ci tiriamo indietro, chiediamo solo di poter fare di più.

Ci auguriamo di poter contare sul suo appoggio e restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro.

 

Distinti saluti

Sergio Silvestre

Coordinatore Nazionale CoorDown Onlus

 

Bimba down in copertina, la pubblicità bella e normale

Quando la pubblicità  è bella e normale

Dolores Cortes, stilista spagnola specializzata in moda per l'infanzia, ha scelto il volto di una bambina down per il suo nuovo catalogo di costumi destinato agli Stati Uniti. Si chiama Valentina Guerrero, ha 10 mesi e apparirà sulla copertina del catalogo "Kids 2013", oltre che in alcune pagine interne.

Un'iniziativa che fa pensare alla nostra recente campagna realizzata in partnership con Saatchi & Saatchi,  in occasione dell'ultima Giornata mondiale della sindrome di Down (21 marzo): gli spot di alcuni marchi famosi erano infatti stati girati, per l'occasione, in una versione alternativa, in cui gli attori erano sostituiti da ragazzi Down (guarda gli spot).

Questa nuova iniziativa, che arriva dagli Stati Uniti non può farci che piacere. La differenza è che la nostra campagna era soprattutto una provocazione: concentrata tutta in un giorno, senza dire nulla, aveva l'obiettivo di non sottolineare differenze. Il messaggio è questo: l'inclusione delle persone down anche negli spot, nelle campagne di comunicazione, nei cataloghi di moda non deve più essere una cosa speciale, ma la realtà normale.