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La Consulta Giovani si incontra sul web, ragazzi e ragazze a colloquio con la prima conference call

La Consulta Giovani di CoorDown, composta da ragazzi e ragazze con sindrome di Down delegati dalle associazioni, rappresenta le istanze, le idee ed i contributi diretti delle persone con sindrome di Down. Nel corso dell’assemblea di maggio si erano riuniti i ragazzi e le ragazze da tutta Italia con l’intento di ritrovarsi presto. Questo il racconto di Paolo Fusco, papà di Alberto Fusco e facilitatore del gruppo che ha seguito la prima conference call della Consulta. Un passo importante per affermare sempre di più quanto siano decisive la partecipazione e l’espressione diretta delle persone con sindrome di Down nella vita della nostra associazione e nella costruzione dei progetti futuri.

 

L’idea della conference call, che nasce per abbattere la distanza che naturalmente divide i ragazzi residenti in luoghi diversi, mira a rinnovare, sia pure in modo virtuale, gli incontri tra loro, lo scambio di idee ed il confronto, sia sul piano organizzativo che su quello più argomentativo, stimolando in loro non soltanto l’elaborazione di proposte ma anche la socievolezza, la logica, la dialettica, la personalità ed il carattere.

 

È bastata la prima ora di conferenza tenuta per comprendere che essa ha colto nel segno l’obiettivo ed è andata ben oltre. Infatti, nel rinnovare automaticamente l’incontro avvenuto già fisicamente a Roma, è emerso che i ragazzi avvertono l’esigenza e la voglia di incontrarsi e di esprimersi e la conference call, sebbene solo in modo virtuale, gli consente soprattutto di abbreviare i tempi intercorrenti tra gli incontri personali e fisici, che ovviamente restano indispensabili. Al di là di questa osservazione generale, la stessa modalità dell’incontro ha dato da subito dei benefici. Erano presenti quattro facilitatori, che si è resa solo necessaria per indirizzarli verso la priorità di cui appresso.

 

Nella conference le età e le esperienze diverse dei ragazzi sono subito emerse ma ciò non può che essere per loro di reciproco stimolo: di riflessione e di apprendimento dai più giovani nei confronti di quelli più grandi, di tolleranza e di supporto nell’esprimere i propri pensieri.

 

Dopo un primo momento di disorientamento derivante dall’utilizzo del nuovo strumento di incontro, i ragazzi hanno compreso di dover parlare uno alla volta per non sovrapporsi. Un passo di importanza fondamentale e un obiettivo da perseguire anche negli incontri personali e diretti che i ragazzi avranno in seguito, perché li abitua ad ascoltare, li distoglie cioè dalla preponderanza naturale del proprio pensiero e dalla preoccupazione di affermarlo con prevaricazione e prepotenza, li tiene legati all’argomento che si tratta e sviluppa in loro l’aspetto critico, esistente in ognuno di loro e desideroso di emergere dietro la sollecitazione esterna. Dopo poco, hanno poi compreso di dover spegnere il proprio microfono quando non parlavano il che li ha indotti, oltre che ad ascoltare forzatamente il pensiero di ciascuno, a riflettere sullo stesso prima di chiedere la parola e poi ad elaborare ed esprimere un proprio conseguente pensiero se non limitato ad un mero assenso.

 

Quanto agli argomenti trattati, i ragazzi ricordavano bene di essersi lasciati a Roma col proposito di eleggere un proprio portavoce in seno al Consiglio del CoorDown. Pertanto, pur non essendovi un ordine del giorno, hanno centrato l’argomento e discusso circa la nomina del loro portavoce. La riunione non si è conclusa con la nomina perché i ragazzi hanno ritenuto necessario prima incontrarsi personalmente un’altra volta entro il mese di marzo o nella diversa data che deciderà il Consiglio. Oltre a ciò è stata proposta la formazione del loro gruppo su WhatsApp nonché della creazione di un account Instagram attraverso cui promuovere iniziative, manifestazioni o semplicemente dare voce ai bisogni e alle aspettative delle persone con sindrome di Down. Per fare questo si è deciso di creare un indirizzo email della consulta sotto il dominio del Coordown, gestito a rotazione dalle diverse Associazioni, dove i ragazzi potranno inviare le loro candidature e condividere i materiali da pubblicare sui social. In definitiva, lo strumento della conference call è senza dubbio positivo e, unitamente agli incontri personali tra i ragazzi, è un momento di grande socializzazione e crescita”.

 

L’incontro tenutosi a settembre 2019 ha visto la partecipazione di Irene Galli – Ass. Trisomia 21 Firenze Chiara Cantaro – Ass. AFPD Palermo Anna Orizio – Centro Bresciano Down  Lucia Lazzari – Ass. Bologna Riccardo Centini – Ass. Bologna Claudia Giacomini – Ass Down Dadi Padova Spartaco Zugno – Fondazione Down FVG PN Laura Lucioli –   Ass. Trisomia 21 Firenze Luca Gargioni  – Centro Bresciano Down Giovanni Sita –  Ass. Bondeno (Ferrara) Kleo Provvedi – ADL Lucca Giuseppe Moschitta, Ignazio Adamu-  CeD Cagliari, Antonio Rubino – Gli altri siamo noi, Silvia Reda – Gli altri siamo noi Alberto Fusco – APDD Cava De’ Tirreni.

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