Il PEI non è un adempimento burocratico. Preoccupazione per nuovo Decreto Legge sulla Scuola.

CoorDown esprime preoccupazione rispetto alle notizie ed alle anticipazioni emerse circa il nuovo Decreto Legge sulla scuola, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre scorso.

Lo strumento prioritario per realizzare l’effettiva inclusione scolastica di ciascuno studente e di ciascuna studentessa con disabilità, ha lo scopo di consentire una progettazione educativa e didattica, tenendo conto della persona, delle sue competenze, potenzialità attitudini e individuando gli ostacoli ad un apprendimento efficace e proficuo. Ė pensato in relazione a persone in età evolutiva, il che significa che tiene conto dell’indiscutibile evolversi della persona stessa e si confronta con questa evoluzione. 

Non si tratta di una mera modalità di assegnazione di ore di sostegno.

Per questa ragione il modello di PEI nazionale ha inteso, nella sua declinazione contenuta non solo nel DI 182 e s.m.i., ma anche nelle linee guida che lo accompagnano, porre un particolare accento sull’osservazione e sugli interventi anche medio tempore necessari a migliorare gli strumenti a calibrare gli obiettivi. Si fonda su un patto di corresponsabilità e, proprio in ragione della consapevole evoluzione della persona, coinvolge diverse figure professionali, oltre agli insegnanti.

Ė uno strumento duttile, capiente e proattivo.

Consente ai diversi soggetti che in qualche modo si relazionano con la persona con disabilità ed alla persona stessa di confrontarsi e di adottare strategie e soluzioni tempo per tempo allineate all’evolversi delle situazioni.

Più di tutto il PEI rappresenta una concreta attuazione del diritto allo studio in linea ed in coerenza non solo con le previsioni della Costituzione, ma anche della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità.

La normativa nazionale da sempre è vista come la più avanzata su questi temi e le scelte operate fino ad oggi sono basate su studi trasversali e su confronto.

Ricondurre la formulazione del PEI, siccome pensata dalle norme e dai decreti in vigore ad oggi, ad un adempimento burocratico che impegna inutilmente docenti e famiglie in inutili ripetizioni, circoscrivendone la portata ad una mera garanzia di ore di sostegno e di copertura dei posti è un travisamento aberrante del PEI che non siamo disposti ad accettare.

Sostenere che questo importantissimo documento possa essere modificato solo all’insorgere di nuove e gravi circostanze significa annullarne ogni effettiva utilità e relazione con la personalizzazione necessaria rispetto a persona in età evolutiva, ma anche rispetto a quanto operato nel tempo da parte di tutti i soggetti coinvolti, in primis la persona stessa, ma anche la scuola, gli specialisti, gli educatori.

Imparare è una progressione costante e richiede costante osservazione e adattamento.

Sfugge in radice ogni significato di questa previsione normativa che, se confermata nel testo così come annunciata o commentata per il momento, non trova certo fondamento su un miglioramento dell’inclusione scolastica. Né si comprende la necessità di operare con l’urgenza del decreto legge: l’art. 77 della Costituzione prevede che si possa ricorrere alla decretazione d’urgenza solo  in casi straordinari di necessità e di urgenza. Anche laddove il Governo avesse il convincimento di una eccessiva burocratizzazione del PEI – cosa che, per quanto detto sopra, non solo è aberrante, ma anche sintomatica di una non conoscenza dello strumento – si ritiene che tale motivazione non rappresenti assolutamente una necessità ed urgenza tali da elidere il modo ordinario di formazione delle leggi.

Lascia alquanto perplessi e preoccupati anche il fatto che, con tale modalità, si sia evitato il confronto con l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, in cui siedono le Associazioni e tra queste anche CoorDown, e che per previsione normativa (articolo 15 del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66) esprime pareri e proposte sugli atti normativi inerenti l’inclusione scolastica.

Nella attuale situazione e sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, non possiamo che esprimere il nostro dissenso rispetto a quanto dovrebbe essere contenuto nel decreto legge e riserviamo una lettura del testo ufficiale per ogni ulteriore analisi. Tuttavia sin d’ora confermiamo che CoorDown, nel restare accanto alle persone con disabilità ed alle famiglie, vigilerà affinché il diritto allo studio sia garantito nelle forme e nei contenuti più efficaci opponendosi ad una trasformazione dello stesso in mero adempimento burocratico.